Verifiche periodiche

Nuovi impianti.

A seguito della realizzazione di un nuovo impianto, l’installatore deve rilasciare al Datore di lavoro la dichiarazione di conformità ai sensi del DM 37/08 con le descrizioni dell’impianto e tutti  i riferimenti normativi. A tutti gli effetti tale dichiarazione fornisce l’omologazione e il Datore di lavoro potrà mettere in esercizio l’impianto; entro 30 giorni si dovrà inviare la dichiarazione a ISPESL e USL/ARPA i quali a loro volta rilasceranno un attestato di avvenuta ricezione al fine di documentare l’adempimento all’obbligo. Gli obblighi del Datore di lavoro proseguono, a questo punto, richiedendo una corretta manutenzione e la verifica periodica dell’impianto in ottemperanza al DM 37/08 e al DPR 462/01.


 

E per i condomini?

Anche per i condomini, le Verifiche periodiche ispettive degli impianti di messa a terra sono disciplinate dal DPR 462/01, il regolamento di controllo della sicurezza degli impianti elettrici sui luoghi di lavoro. L’amministratore, quando è anche Datore di Lavoro, ha l’obbligo di omologazione dell’impianto elettrico e di incaricare un Organismo abilitato dal Ministero dello Sviluppo Economico di effettuare la verifica periodica dell’impianto ogni 5 anni oppure 2 anni (in caso di locali adibiti a studio medico, luoghi con maggior pericolo in caso di incendio, cantieri). Le verifiche periodiche sugli impianti di messa a terra nei condomini sono obbligatorie nel momento in cui il condominio è Datore di Lavoro. In assenza di dipendenti, permane l’obbligo disciplinato dalla norma CEI 64-8/7 di effettuare delle verifiche per controllare la corretta efficienza dei dispositivi di protezione. La verifica periodica sugli impianti elettrici soggetti al DPR 462/01 consiste nelle seguenti attività:
Controllo della documentazione relativa all’impianto (Dichiarazioni di conformità, denuncia, progetto e precedenti verbali di verifica).
Esame a vista.
Prova di continuità dei conduttori di terra, di protezione ed equipotenziali.
Prove strumentali di corretto funzionamento degli interruttori differenziali (i cosidetti "salvavita").
Misura della resistenza di terra.
Misura dell’impedenza dell’anello di guasto (quando applicabile).
Misura delle tensioni di contatto e di passo (quando applicabile).
 

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