Fidarsi è bene, Lunaecom è meglio.

 

Dispositivi di protezione individuale

Tutelare la sicurezza e farvi spendere di meno.
Non male come soluzione, no?

I Dispositivi di Protezione Individuale hanno la funzione di salvaguardare la sicurezza di chi li indossa sul luogo di lavoro. Le loro caratteristiche vengono preventivamente definite nel Documento di Valutazione dei Rischi, considerando le mansioni e le specifiche attività lavorative di tutti i lavoratori. La pluriennale esperienza Lunaecom solleva il Datore di lavoro da una scelta difficile, che “pesca” in un mercato ricco ma complesso. Affidarsi a Lunaecom rappresenta la soluzione migliore del problema: da oggi qualità e giuste quantità saranno sempre garantite. Con una preventiva pianificazione di ordini e consegne, si eviteranno fastidiose rimanenze di magazzino, come pure il rischio di rimanere sprovvisti.

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  1. Quali sono i riferimenti normativi che riguardano i DPI?
    I riferimenti normativi che riguardano i dispositivi di protezione individuale (DPI) sono: il D. Lgs. n. 81/2008, che stabilisce che tali dispositivi utilizzati in ambito lavorativo devono sottostare alle disposizioni di cui al D. Lgs. 475/92 e stabilisce che qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo (art. 74, comma 1 del D. Lgs. 9 aprile 2008, n.81).
  2. Quali requisiti fondamentali devono soddisfare?
    I dispositivi di protezione individuale per essere a norma di Legge devono soddisfare i seguenti requisiti generali:
    • possesso della marcatura CE e di tutte le certificazioni previste;
    • presenza di istruzioni di utilizzo chiare, in lingua italiana o comunque comprensibile dal lavoratore;
    • adeguatezza del DPI al rischio da prevenire (si deve evitare, in sostanza, che il DPI causi un rischio maggiore di quello che deve prevenire);
    • adeguatezza del DPI alle esigenze ergonomiche e di salute del lavoratore.
  3. Sono suddivisi in categorie e in tipologie?
    Sì, i dispostivi di protezione individuale sono divisi in tre categorie:
    • I categoria: dispositivi di facile progettazione e destinati a salvaguardare gli utilizzatori da danni lievi, sono autocertificati dal produttore;
    • II categoria: tutti i DPI che non rientrano nelle altre due categorie, presentano un rischio significativo come ad esempio per occhi, mani, braccia e viso, sono un prototipo certificato da un organismo di controllo autorizzato e notificato;
    • III categoria: dispositivi di progettazione complessa e destinati a proteggere gli utenti da rischi di morte o di lesione gravi; questa categoria comprende tutti i DPI per le vie respiratorie e protezione dagli agenti chimici aggressivi, certificati da un organismo di controllo autorizzato e notificato e da severi controlli della produzione.
    Esistono diverse tipologie di dispositivi di protezione individuale a seconda della protezione che devono offrire:
    • Protezione delle vie respiratorie
    • Protezione degli arti superiori
    • Protezione degli occhi
    • Protezione dell’udito
    • Protezione del capo
    • Protezione degli arti inferiori
    • Protezione da cadute dall’alto
    • Protezione del corpo e della pelle
    • Visibilità (indumenti ad alta visibilità)
  4. Qual è uno dei problemi principali legati all’utilizzo dei DPI?
    Uno dei problemi maggiori legato all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale è stabilire quando un dispositivo di protezione individuale è da sostituire. Alcuni dispositivi riportano una data di scadenza, altri richiedono da parte del lavoratore un controllo dello stato di usura al fine di sostituirlo nel caso non sia più idoneo. Ad esempio: un dispositivo delle vie respiratorie dovrà essere sostituito quando l’operatore nota una particolare difficoltà nella respirazione; un occhiale invece deve essere sostituito quando l’operatore rileva una non più perfetta nitidezza delle immagini. In alcuni casi, poi, il produttore dota il dispositivo di un indicatore di usura. Al fine di evitare l’insorgere di problemi per il lavoratore, il datore di lavoro dovrà provvedere a sostituire con una certa frequenza i DPI. 
  1. Quando devono essere utilizzati?
    I dispositivi di protezione individuale devono essere utilizzati quando non è possibile eliminare in altro modo il pericolo al quale è esposto il lavoratore addetto a una determinata mansione o se egli non può essere allontanato dalla zona di pericolo. Le condizioni che impongono l’uso dei dispositivi di protezione individuale sono determinate, tra l’altro, dalle caratteristiche specifiche del luogo di lavoro. L’utilizzo adeguato dei DPI comporta una conoscenza completa dei pericoli presenti sul posto di lavoro. Questi pericoli vengono determinati mediante un’analisi dei rischi da parte degli esperti della sicurezza in accordo con i Medici Competenti  e le altre figure aziendali che si occupano di sicurezza.
  2. Quali sono i compiti del Datore di lavoro in materia di DPI?
    Il Datore di lavoro è obbligato, ai sensi delle disposizioni generali sulla tutela del lavoro, ad allestire e organizzare l’azienda in modo tale, che il lavoratore sia protetto contro i rischi per la sua incolumità e la salute, nei limiti permessi dalla natura del lavoro svolto in azienda. Le disposizioni generali contengono già l’obbligo di mettere a disposizione idonei dispositivi di protezione individuale. Se, ad esempio, anche adottando misure prioritarie, non è possibile rimanere al di sotto del valore limite degli inquinanti nell’ambiente di lavoro (MAK) o della concentrazione biologicamente tollerabile (BAT), il Datore di lavoro è tenuto a mettere a disposizione dei lavoratori, ai sensi delle norme di igiene del lavoro, idonei dispositivi di protezione individuale ed a conservarli in condizioni perfettamente igieniche e pronti per l’uso. I lavoratori possono venire occupati, portando i dispositivi di protezione individuale, solo per il tempo strettamente necessario per il procedimento lavorativo e fintanto ciò sia compatibile con la tutela della salute e sono tenuti a utilizzare i dispositivi per la protezione individuale messi a disposizione. Di regola i dispositivi per la protezione individuale sono di uso strettamente personale. Il Datore di lavoro deve mettere gratuitamente a disposizione dei lavoratori i dispositivi di protezione individuale, a meno che essi vengano utilizzati al di fuori dell’attività lavorativa (ad esempio utilizzo privato delle scarpe di sicurezza, di protezione o per uso professionale).
  3. Quali sono le norme di riferimento per la gestione dei DPI anticaduta?
    Le norme di riferimento per la corretta gestione dei sistemi di protezione individuale DPI dalle cadute sono il D. Lgs. 81/2008 e l’Uni En 363:2008 (Dispositivi individuali per la protezione contro le cadute – Sistemi individuali per la protezione contro le cadute).
  4. Come vengono raggruppati i sistemi di protezione dall’UNI EN 363:2008?
    I dispositivi di protezione individuale vengono raggruppati dalla norma Uni En 363:208 in:
    • Sistema di trattenuta: sistema di protezione individuale dalle cadute che impedisce al lavoratore di raggiungere le zone dove esiste il rischio di caduta dall’alto.
    • Sistema di posizionamento sul lavoro: sistema di protezione individuale dalle cadute che permette alla persona di lavorare sostenuta, in tensione/trattenuta, in maniera tale che sia prevenuta la caduta.
    • Sistema di accesso su fune: sistema di protezione individuale dalle cadute, che permette al lavoratore di andare e tornare dal posto di lavoro in maniera tale che sia impedita o arrestata la caduta, utilizzando una fune di lavoro e una fune di sicurezza, collegate separatamente a punti di ancoraggio sicuri.
    • Sistema di arresto caduta: sistema di protezione individuale dalle cadute che limita la forza d’urto sul corpo del lavoratore durante l’arresto caduta.
    • Sistema di salvataggio: sistema di protezione individuale dalle cadute con il quale una persona può salvare se stessa o altri, in maniera tale che sia prevenuta la caduta.