Aprrovvigionamento e scarichi idrici

L'autorizzazione agli scarichi idrici.

Il D.Lgs. 152/99, modificato e integrato dal D.Lgs. 258/00 tutela le acque dall’inquinamento obbligando tutti i titolari di scarichi a chiedere l’autorizzazione e imponendo dei valori limite alle quantità di materie (metalli, solventi, oli, batteri ecc.) che, immessi nelle acque in concentrazioni superiori a detti limiti, causerebbero un sicuro inquinamento del patrimonio idrico.  E’ importante distinguere tra scarico domestico, industriale e urbano, poiché soggetti ad obblighi diversi:
Acque reflue industriali: qualsiasi tipo di acque reflue scaricate da edifici in cui si svolgono attività commerciali o industriali, diverse dalle acque reflue domestiche e dalle acque meteoriche di dilavamento;
Acque reflue domestiche: sono le acque reflue provenienti da insediamenti di tipo residenziale e da servizi e derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche. Sono tali anche gli scarichi di attività alberghiere, turistiche, sportive, scolastiche, sanitarie, mense aziendali o anche bagni di insediamenti industriali, e comunque ogni altra attività, anche commerciale, i cui scarichi presentano caratteristiche qualitative equivalenti al metabolismo umano o ad attività domestiche. Lo scarico di acque reflue domestiche è sempre ammesso, quando l'insediamento si trova in area asservita da pubblica fognatura, purché siano rispettati i regolamenti fissati dal gestore del servizio idrico integrato scarichi provenienti da abitazioni e comunque derivanti da uso umano e domestico.
Acque reflue urbane: si tratta delle acque che confluiscono, tramite canalizzazione, alla pubblica fognatura; si tratta quindi di acque reflue domestiche (derivanti da insediamenti residenziali o assimilati), eventualmente anche di acque reflue industriali (depurate per rientrare nei limiti per lo scarico in fognatura) e acque meteoriche (acque piovane).

 

Adempimenti, scadenze, rinnovi.

La disciplina degli scarichi idrici presuppone l’obbligo dell’autorizzazione prima della loro attivazione; questa va richiesta per:
Nuovi scarichi;
Gli stabilimenti che hanno cambiato ubicazione;
Gli stabilimenti che hanno subìto ampliamenti o modifiche tali da variare sostanzialmente le caratteristiche dello scarico.
L’autorizzazione è valida per 4 anni dal momento del rilascio. Un anno prima della scadenza va richiesto il rinnovo secondo le stesse procedure adottate per l'autorizzazione. In questo caso lo scarico sarà provvisoriamente mantenuto in esercizio, nel rispetto di quanto già prescritto nella precedente autorizzazione. Per gli scarichi contenenti sostanze pericolose, il rinnovo dovrà essere concesso in modo espresso entro e non oltre il termine di 6 mesi dalla data di scadenza, allo scadere del quale lo scarico dovrà cessare immediatamente. In caso di modifiche relative alla quantità o alla tipologia degli scarichi è necessario richiedere una nuova autorizzazione. Una prima autorizzazione viene rilasciata provvisoriamente per 6 mesi. L’ARPAC effettuarà tre campionamenti di acqua; se i risultati di almeno due campionamenti sono conformi ai limiti di legge, l’ente preposto concede l’autorizzazione definitiva, che deve tuttavia essere richiesta 15 giorni prima della scadenza dell’autorizzazione provvisoria.